Leggo da pessima un post su sguardi et universi. Cerco di dire qualcosa, ma la forma commento, al solito, non mi consente di centrare il mio pensiero che peraltro non so mai quale sia se non dopo un po’e a volte mai. Ieri in macchina pensavo proprio a questo, al complicato e ambiguo mondo delle donne. Questo pensare scaturiva da certe questioni prettamente autobiografiche e che ho in sospeso da 1200 anni. Il tormento sul mio esseredonnaoggi, ne risultava poi ulteriormente appesantito dall’appuntamento pomeridiano con il parrucco. Le donne dovrebbero smetterla di fare i capricci e la comencini di fare film che parlano di donne. Nel commento di oggi, senza tanti giri di parole, volevo semplicemente dire che la comencini e la margheritabuy per fatti suoi, mettono in scena, sempre e solo, questo tipo di donna: la capricciosa che non sa cosa vuole. Tornando ai fatti miei cui pensavo iermattina, riflettevo proprio sul modello di donna che ho io a riferimento. Nel tentativo di cercare risposte a mie annose questioni di nessun interesse per eventuali lettori di passaggio, concludevo che per cercare risposte sincere ai miei oziosi quesiti, dovrei smetterla di rispondere come risponderebbe una qualsiasi donna che tale si definisca e cercare di rispondere come sento io, in base a desideri, attitudini, vocazioni personali et caratteriali, esperienza, vita pregressa etc. Mi dicevo, e nel dirlo mi sentivo morellomorelli, cose del tipo, aderisci a te stessa, stai in te … Detta così, ne convengo, pare una cagata lo so, in realtà, ritrovare questo mio nucleo e blabla con cose simili, mi dava il sollievo necessario per capire, oltre che un giusto sistema di riferimento per valutare cosa voglio e cosa cerco. Chè capricciosa la sono anch’io, è ovvio. Però basta, non se ne può più di ’sta miseria di contenuto. Delle donne s’è detto tutto e s’è detto niente. Che sono insoddisfatte e sopraffatte dal maschio bruto e ignorante, che sono insoddisfatte e infelici una volta steso il maschio bruto e ignorante, nonchè raggiunto l’agognata affermazione sociale, che sono insoddisfatte e irrisolte una volta riappacificatesi e rassegnatesi al maschio bruto e ignorante. Cioè, sempre insoddisfatte e infelici rimangono, qualsiasi cosa facciano e ovunque mettano il loro delicato piedino e sempre bruto e ignorante è il maschio. E che maroni. A proposito di film invece e per saltare di palo in frasca come mi è più congeniale, mi pare senz’altro più interessante l’ultimo film di quella vecchia volpe di almodovar che, per non far torto a nessuno, una volta sotterra l’uomo e la volta dopo la donna, dimostrando così la sopraggiunta estraneità a entrambi gli universi nonchè una certa passione per hitchcock che sinceramente nei suoi film non avevo mai notato o non ricordavo. La cosa allucinante che emerge da questa umile riflessione, non è solo la mia di schizofrenia, ma lo sguardo che inevitabilmente si fa schizofrenico una volta che si tenti di buttare un occhio su uno dei due mondi, femminile o maschile che sia e dentro, oibò, la coppia. Uomini e donne, se li si osserva dal fondo di una sala cinematografica e non solo, sono assolutamente incapaci di stare insieme, di firmare una tregua, di trovare un accordo, di pensare ad altro, di darsi pane e fare qualcosa di buono. Sono i rappresentanti infelici di due categorie oppositive che più che scornarsi non possono fare. E basta e che noia. Aggiungo, e poi la mollo lì che ho la cervicale, che non sarebbe male ritornare a far film con una storia dentro che sia una storia, una a caso, tipo la finestra sul cortile e non la finestra di fronte o, vediamo, tipo la strada e non revolutionary road (film che mi ha fatto litigare, per il nervoso che mi ha destato, con una cara amica). Insomma, non sarebbero male storie di vita o di non vita anzichè storie di genere o come diavolo si dice quella cosa lì. Che tanto, la coppia e lo scorno son cose inevitabili che capitano, ma ha senso continuare a dirne?
i commenti sono aperti, ma il post lo cancello tra un po’. chè capricciosa sono e chè non vale la pena conservarlo.