Nudo

La pagina resta. Questo nome è il mio. L’ho visto in sogno cento anni fa. Prima vedevo una schiena nerboruta dentro a un muro vegetale. Mica una schiena così, senza valore. Era la schiena muscolosa di un uomo. Muscoloso. Intrappolato in un manicomio compatto di foglie secche, fiori secchi, rami secchi. Che era viva, la schiena, me ne accorgevo dal respiro. La schiena perfettamente mimetizzata, respirava. Il resto attaccato alla schiena, non so. Poi, subito dopo, maneggiavo un libro. Sulla copertina, il nome dell’autore: Nudo Ferrugno. Nudo il nome, Ferrugno il cognome. Se c’è una cosa della quale non ho mai dubitato è il nome bello di questo blog. E da dove poteva venire fuori se non da un Sogno.