le cose mie di ieri e oggi

(Mi piace scrivere. Mi piace anche riscrivere. Prima qui c’era un discorso non so fatto a chi, non so perchè, machissenefrega. Poi l’ho riletto, ho detto macchissenefrega e l’ho cancellato e questo spazio è rimasto vuoto per un paio di giorni o forse uno soltanto. Poi avevo fatto una sezione per le foto, solo foto, ma di quelle ritoccate. Le ho lasciate lì per un po’, non è che mi piacessero, non mi facevano nemmeno schifo, poi, ieri, le ho riviste tutte e ho detto masìmachissenefrega e nel dirlo non ero arrabbiata e nemmeno triste era solo che non me ne fregava niente di lasciarle lì e così le ho tolte. Poi ho questa idea in testa che mi dice brava tu pratica la tua conoscenza di te stessa scriviepoicancella e così ho pensato che mi piacerebbe poterlo riscrivere tutto daccapo questo blog, ognivolta me ne venga la voglia. Perchè sì, perchè è giusto che sia così, perchè quando scrivo seguo un’onda e nel seguirla la assecondo, sbatacchio se devo, rimango immmobile sull’orlo della barca alla deriva, fintanto che non andrà meglio. Io vorrei essere leggera, ma vorrei anche non farmi imbalsamare troppo da questo spazio e dalle parole che scrivo che mica sono una scrittrice io e mica sono delle bozze per i libri che scriverò, le cose che stanno qui sopra. Questo è un rotolo con dei pensierini. Ci faccio quello che voglio anche niente.

Poi, tornando a casa stasera pensavo alla parola masìchissenefrega che secondo me ha qualcosa, in sè, di molto bello e anche di sottovalutato. Io non credo che sia osceno o poco civile dire masìchissenefrega, anzi, di questi tempi, mi sento di rivalutare la leggerezza perchè di cose pesanti in giro ce ne sono già tante e non credo che sia sempre giusto essere seri. Così è bello dire questi masìchissenefrega a cose di poco conto, alle poche cose che sono di poco conto a questo mondo,visto che quasi tutto è tragico e tremendo e non si può dire masìchissenefrega.

Così masìchissenefrega e riscriviamolo di nuovo).

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