vuoi mettere le vecchie case di una volta

Mi sono fatto una bella casa in collina. Il progetto è di mia figlia. L’ha disegnata lei la mia casa e io non l’ho nemmeno pagata per il suo lavoro. Mia figlia dice, dai non ti preoccupare, tu di cose per me ne hai fatte già così tante. Questo è il mio regalo per te, un regalo vero. Tempo e sudore della sua fronte. Così io sono contento e mia moglie pure, anche se lei qui in collina, non ci voleva venire. In realtà lei avrebbe voluto un appartamento per noi due vecchietti e non questa casa in collina a metà strada tra una casa ultramoderna e una casa vecchia, che mia figlia non aveva le idee molto chiare e non si decideva mai. Un giorno, ho chiesto a mia figlia se avesse pensato ai muri, i muri del soggiorno o del living, come dicono oggi. Lei mi ha guardato con il suo occhio un po’ strabico (strabismo di venere sia chiaro che mia figlia non è mica un cesso, neh) e poi mi ha detto o papà ma i muri non ci saranno che il progetto non li prevede, lì ci sarà una grande vetrata, tutto vetro, sì vetro e basta. Io su questo punto non sono mai stato d’accordo. Certo lo so anch’io che sono belle le case tuttovetro però che paura. Di notte sei lì a guardare la televisione nel tuo living tutto vetro e hai freddo perchè i vetri risucchiano il calore dalla casa e non c’è cristo che tenga, con un occhio guardi la televisione mentre con l’altro guardi fuori a cercare di capire cos’è che si muove in quel nerodimerda.Però ho anche pensato il progetto non lo prevede, metteremo le tende e useremo solo coperte pesanti. Certo da qui, dalla mia casa senza muri, ma tuttovetro, io vedo il mare. Oddio veramente prima del mare vedo il palo dell’elettrodotto, però dai, il mare si vede bene lo stesso e se non avessimo messo sticazzo di vetri, colcavolo che io e mia moglie lo avremmo visto stando seduti sul nostro comodo divano grigiotopo. Il mare.

Una sera io e mia moglie eravamo in casa, davanti alla televisione. Io e lei. Non sono ancora riuscito a capire cosa sia successo nè come sia potuto succedere quello che è successo. Il fatto è che non so come nè perchè, a un certo punto in sala insieme a noi, c’erano anche due tipi vestiti di nero con delle facce strane. Tutti e due senza denti. Mia moglie ha fatto un salto e si è alzata, io, invece, come se niente fosse, gli ho chiesto cosa volessero e dentro di me pensavo a ste case del cazzo di sti architetti stronzi. I due tipi ci hanno chiesto se in casa ci fosse una cassaforte e, nel caso, di portarli subito là. Io guardavo fisso uno dei due perchè teneva una mano in tasca e non mi guardava mai negli occhi. Mia moglie, senza nemmeno guardarmi, sposta un mobile e gli fa vedere il buco della cassaforte. Non l’abbiamo ancora montata, vedi, c’è il buco, e mentre indica con le sue mani ossute il buco vuoto, uno dei due la prende per i capelli e con un calcio la butta a terra. Io mi alzo in piedi di scatto, ma poi mi fermo perchè non so cosa fare. Quello con la mano in tasca, quello del calcio a mia moglie, viene verso di me con un ghigno che per poco non ci resto secco e mi fa, dammi tutto quello che hai sennò vi scuoiamo vivi vecchi stronzi. Il cuore fa zompi strani nel petto, una raffica di battiti, come sarebbe bello ora il condominio, una pausa di qualche secondo, il cuore aritmico è una merda vedrai che ora mi viene un infarto e mia moglie la fanno fuori come in quel film di kubrik.

Io di soldi in casa non ne ho, i gioielli di mia moglie sono in una cassetta di sicurezza in banca, però se andate di sotto c’è la cantina e tutta l’attrezzatura per fare il vino che se la metti insieme 30,40000 euro ce li fate tutti. Poi, c’è anche il vino che là fuori c’è la vigna. Mia moglie mi guarda da terra e mi dice ma sei scemo? Io non so cosa fare e nell’indecisione mia e dei due, mi ci infilo a razzo e gli faccio segno di seguirmi di sotto. Se non altro li allontano da mia moglie che io, senza di lei, mi ammazzo subito.

Ora, non starò qui a raccontarle tutto. Il punto è che quei due sono scesi con me in cantina, gli ho acceso tutte le luci, gli ho fatto vedere le bottiglie di vino, bianco e rosso , le damigiane , le barrique e tutte le altre attrezzature, poi mi sono allontanato un po’, tanti piccoli passi all’indietro e dentro di me pensavo non è possibile, non è possibile che questi due siano così scemi e che questa tremenda avventura si risolva in questo modo. Fatto sta che la mia cantina è fatta di due stanze adiacenti e che a dividere questa due stanze ci sia una porta blindata di quelle di ferro. Dalla casa si scende una scaletta e si arriva in una prima stanza dove, praticamente non c’è nulla, ma da cui si passa per arrivare alla cantina vera e propria che se chiudi la porta, rimane isolata da tutto il resto. Così è stato un attimo, un ultimo piccolo balzo all’indietro, ho chiuso la porta che ha fatto slam, ho dato due giri di chiave e leduemerde, le ho chiuse dentro! Lei non immagina come mi sentivo. Ho salito le scale a carponi con la lingua di fuori, ho preso a spallate la porta del cesso, cheportedimerdafannoggi, che ci avevano rinchiuso mia moglie e l’ho slegata che aveva lo scotch sulla bocca e le mani legate con la corda. Lei aveva la faccia rigata di nero per via del rimmel colato e delle lacrime, le ho dato una mano peraiutarla ad alzarsi e ho telefonato ai carabinieri che sono arrivati qui e si sono portati via i duestronzi.

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