La strada che corro io, piace solo a me. I miei amici e colleghi dicono che è una strada brutta, con il manto stradale troppo sconnesso e pieno di buche. La mia strada è tutta in salita perchè se devo faticare e sudare, voglio farlo per qualcosa. Correre tranquilla non mi aiuta a scaricare i nervi e i miei nervi, sono sempre troppo tesi. Così vengo qui da sola, appena posso. Ultimamente piove spesso e mentre corro, guardo questo lungo biscione grigio e lucido che anticipa ogni mio passo. Corro sempre più veloce tra gli alberi ormai senza foglie e quasi nessuna macchina che passa di qua, perchè questa è una strada frequentata solo d’estate. I miei amici dicono che dovrei stare attenta perchè non si sa mai cosa potrebbe capitare su questi percorsi solitari.
Ma io sono un vecchio lupo solitario, senza paure e con troppi pensieri in testa per avere paura degli sconosciuti. Io temo solo i miei nemici, ma quelli li conosco bene e se ne dovessi incontrare uno sulla mia strada, sono certa che non avremmo neanche il coraggio di guardarci. Per le troppe sfide, per i troppi sguardi cattivi e per le parole che ci siamo già detti e che ora non fanno più effetto. Per questo quando vengo a correre la mia strada, mi sento tranquilla e rilassata. Metto le mie scarpe adidas verdi, vecchie e brutte, la mia tuta mezza blu e mezza grigia e sciolgo i miei capelli perchè non voglio lacci che mi leghino mentre corro.
La mia strada piace solo a me e quando comincia a scendere perchè la salita è finita, scendo insieme a lei nel sottopasso buio, dove i miei passi iniziano a rimbombare e i miei pensieri tornano a infittirsi. E’ la fine della corsa e della strada che corro l’uscita di questo sottopasso, e quando ne sono fuori, ricomincio a camminare e raccolgo i miei capelli, prima di tornare a casa.