è un’emozione forte. allora apro la finestra dello studio e chiudo le porte che sennò comincia a sbattere tutto. l’Orcovento si infila dentro al bosco che è dietro casa e se chiudo porte e finestre, si mette a ululare fuori.
ma stasera c’è un vento caldo che non punge. lo lascio entrare allora, spalanco la finestra e spengo la luce. mi siedo e ascolto. sibila e strimpella le fronde degli alberi, fischia e prende la rincorsa verso casa, sui miei capelli, tra i fogli che sono sul tavolo, tenuti fermi da un sasso bianco. io mi rilasso e penso che se la mia casa avesse le orecchie, potrei ascoltare l’Orcovento. senza paura di spettinare la mia maldestra acconciatura,
ma non sarebbe lo stesso.
io l’orcovento lo posso affrontare solo con il caldo dentro il letto
l’orcovento greco non so come sia. quello di casa mia è un piacere sentirlo solo a finestre aperte altrimenti sembra orco e basta.
secondo me all’Orcovento piace molto sibilare dentro casa (e a me è piaciuta molto questa immagine dell’Orcovento)
Bello, molto bello questo post. Bella l’immagine dell’orcovento e bella la scrittura. Sembra una storia di Antonia Byatt, conosci? L’ultima che ho letto in particolare, un racconto intitolato La cosa nel bosco. Ma è davvero molto bello. Brava (se posso).
pessimesempio grazie.
non conosco l’autrice di cui parli, ma sono contenta della tua segnalazione…il titolo mi ispira e ultimamente sto cercando nuove letture.
vado a cercare.
francesco, sono d’accordo con te. ieri sera pensavo a come si fa presto a disabituarsi al vento, quando si vive in città. mi piacerebbe registrarlo un giorno.
chissà…
ciao.
ma invece ho detto una cosa stupida. Leggi pure la byatt (non sempre entusiasmante), ma quello che hai scritto non mi ricorda lei: mi ricorda sara ferrugnonudo. E basta. Sei tu quella che ha scritto, non assomigli a nessun altro. E quello che hai scritto è bello.
grazie due volte allora, perchè questa cosa che dici adesso, mi piace anche di più. ci provo a trasformare la mia quotidianità in altro (tutto nel pentolone e via a rimestare).
p.s.: io ci tengo a fare un po’ di “convenevoli” e a ringraziare, ma non per “postura” o formalità.
p.s(2): appena uscita dallo studio, sono passata in libreria e ho ordinato il libro di cui sopra. poi ti faccio sapere.
Bello davvero… Giulia