a)

c’è un lettore che passa da queste parti, la mattina. non so chi sia, ma a me fa piacere trovarlo, anche se non ha mai detto niente leggendo quello che scrivo. è una presenza silenziosa e discreta, senza volto o voce . io credo di preferire le persone silenziose anche se quelle allegre e chiacchiericce, rischiarano le mie giornate e la mia natura ombrosa.

b)

da un po’ di giorni, mia madre passa da queste parti, tutte le mattine. veramente va da mia sorella che non sta tanto bene e che abita sopra di me. lei sa che io non gradisco visite a sorpresa così, prima di andarsene, passa da me solo per dire che sta andando via. rimane sulla porta con un sorriso grande in faccia. non dà segno di volere entrare, nè io di volerla dentro casa. non credo di essere un’asociale. è solo che io non chiedo mai aiuto agli altri. per riservatezza, per paura di essere di peso, per vergogna. spesso questo aspetto del mio carattere mi ha fatto discutere con chi mi vuole bene che,suo malgrado, si è sentito escluso dalla mia vita, dai miei pensieri, dalle mie cose. io non so spiegare le ragioni vere del mio essere, nè rassicurare gli altri circa la realtà di certi miei bisogni. so solo che per me, a volte, è necessaria la chiusura, il sigillo di tutte le botole, l’autoreclusione, l’inviluppo su me stessa. anche se poi, alla fine, tutto questo riflettere e ragionare, mi sfinisce senza esiti particolari o illuminanti.

e)

la mia rabbia viene sempre fuori. mi illudo di averla zittita con uno stratagemma, penso di essere riuscita a convincerla ad andarsene. mi rilasso pensando di essere finalmente sola, ed ecco che me la vedo rientrare se non dalla porta, dalla finestra. questo è il motivo per cui sono qui. domare la rabbia. imparare a diluirla. invece no, quando me la ritrovo tra le mani, ne bevo in un sorso solo. tutta concentrata. avevo tirato una linea qualche giorno fa. ma non ho fatto delle tacchette su questa linea come invece avevo scritto. non ce n’era bisogno visto che l’unica emozione presente era lei: la mia rabbia.

fgrfedt)

11 febbraio, ha tutte le stanghette ritte in piedi. ha il cappotto nero un po’ da SS e una faccia con due occhietti piccoli piccoli. un omino incazzoso che va a braccetto con l’inverno.

fine.

3 Responses

  1. b) anche io.
    e) anche io, ma meno di prima. Ho imparato a buttarla dietro le spalle, spesso non ne vale la pena, arrabbiarsi tanto per cose che gli altri- quelli con cui ti arrabbi- non notano nemmeno.
    Saluti.

    pessimesempio - Febbraio 10, 2008 at 5:55 pm
  2. fanno finta di non notarle. non so mai decidermi se, in questo caso, siano stupidi o indifferenti. gli altri, con cui mi arrabbio, certe volte.

    ferrugnonudo - Febbraio 11, 2008 at 6:55 pm
  3. non so chi mi dia più fastidio. quelli senza reazioni, che poi mi chiedo come sia possibile riuscire a frenarsi in certi casi, o quelli talmente altezzosi e sicuri di sè, da non considerarti degna nemmeno di una risposta. questa è la categoria, per me, più detestabile e ti assicuro, che da quando frequento sti cavolo di blog, ne ho incontrati davvero tanti.
    saluti, cara.

    ferrugnonudo - Febbraio 11, 2008 at 7:52 pm

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