ju-do

mi sono detta, giorni fa. niente da dire. fine delle trasmissioni. poi, sono andata via, per un po’. sono stata a trani. poi sono tornata, anche se non ne avevo voglia, ma devo lavorare. lavorare- produrre- guadagnare. ho trovato sul tavolo appunti di mille cose da fare, scritti da me. mi scompongo sulla sedia e vado in frantumi. alterno stati di calma apparente ad altri in cui l’unica cosa che riesco a fare è sudare. eppure, in questo ammasso di rumenta, la mia testa vaga presa dalla sua orripilante vacuezza. mi sento un’incapace nella gestione delle priorità e non solo. perchè mi incarto?

io, senza di me, sarei una persona senz’altro seria, senz’altro affidabile.

allego alla presente: 01 foto della scrivania che trasmette tutta la mia disperazione.

ora vado, anzi torno.

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