occhi chiusi
ti devo raccontare questa. perchè mi ha stranita più delle altre. mi si avvicina con quel suo fare inutile e mi dice questo
-tu guida fintanto che non trovi un incrocio che abbia sulla destra, una stradina che va in salita. appena la trovi, non esitare. gira e procedi su quella stradina. non temere non è importante la strada o l’incrocio. vanno bene tutti purchè ci sia una salita a destra dell’incrocio. bene, a questo punto procedi fintanto che non ti ritrovi in soffitta.
in soffitta?
-sì, lui abita lì.
a questo punto, capirai, mi è preso il panico. l’ho guardato come se avessi di fronte un pazzo e mi sono ricordata quello che mi diceva la mia amica betti una volta, e cioè che se per caso ti capita di incontrare un pazzo sulla tua via, l’unica cosa giusta da fare è assecondarlo senza fare troppe obiezioni. così l’ho lasciato parlare senza interromperlo.
-il ragazzo alto e magro, un po’ malaticcio e musicista, abita lì. in quella soffitta. qualsiasi incrocio che abbia, sulla destra, una stradina in salita è un incrocio buono. se la prendi vai a finire dritto nella soffitta del ragazzo alto, magro e musicista che alleva piccioni malati. ne ha tantissimi e tutti, dico tutti, stanno morendo. hanno una contagiosa malattia del sangue, una roba strana che li spiuma e li rinsecchisce. fanno schifo a vederli, ma tu vai, non avere paura. non è una malattia che si trasmette agli uomini.
scusa però non ho capito, perchè dovrei andarci?