oggi
Oggi mi sono arrivate, sferzando, varie riflessioni e diversi schiaffi in faccia. Sono sempre più aperta ai no, non ci sono, non lo voglio fare, non ci voglio venire piuttosto che aprire la mia casa e la mia vita a possibili sì.
Oggi c’è stato il funerale della mamma di C. Era una donnina ormai piccolissima prosciugata dai suoi 96 anni vissuti e consumati in uno stile di vita composto, sano, sereno. C. è un pittore e oggi salutandolo davanti alla chiesa, ho visto che aveva gli occhi lucidi e rossi nascosti dagli occhiali scuri. Non sono entrata in chiesa o meglio, sono entrata un attimo, mi sono sentita compressa e sono subito uscita. Ho aspettato fuori, nella piazzetta antistante la chiesa in questo paesello perduto tra i monti e abitato in inverno da una decina di persone.
Alla fine hanno portato fuori la bara e ci siamo incamminati, in silenzio, al cimitero. Siamo saliti su una stradina stretta e sterrata, in salita. Abbiamo camminato per 10 minuti dietro la bara portata a spalla dagli uomini con le giacche a vento blu scuro. La mamma di C. si chiamava armella, ma tutti l’hanno sempre chiamata amelia. Non mi sentivo triste. Quando la morte arriva naturalmente, non mi fa paura e nemmeno tristezza. Pensavo a questo mentre in silenzio vedevo la bara allontanarsi e sparire in un loculo.