(4)
(fuori) Sostengo da giorni, ma anche più, che il mancato coinvolgimento del corpo, il mio, causa pericolose assenze dal mondo. La mia. Poi prima, con orrore, ho scoperto che il tubetto del bagnoschiuma si è ribaltato a terra facendo fuoriuscire tutto il suo giallognolo gel e mi sono detta che questa noncuranza, la mia, causa, ora e sempre, pericolosi e traumatici distacchi. Anni fa, alle prese con l’amore appena nato tra me e F, questa storia del tubetto rovesciato a terra e dell’ inevitabile necessità di lavarsi con la più tradizionale saponetta, causò una tremebonda lite che mi fece per la prima volta riflettere sulla mia natura maldestra, noncurante, distratta e cialtrona. Fu in quell’occasione che capii di essere inevitabilmete destinata alla solitaria vecchiaia.
(dentro)Così prima, con la mia saponetta verde, pensavo al mio corpo e a quanto sia difficile il nostro rapporto, quando ne abbiamo uno, io e lui. Ultimamente pare mi abbiano sparata in qualche universo parallelo in cui io e lui, il corpo-entità-astratta, viviamo galleggiando e osservandoci da lontano con un che di bavoso/rabbioso negli occhi. Allora, siccome questo è il posto in cui i miei pensieri fluiscono liberamente ma totalmente privi di consequenzialità logica , ho ripensato al sogno fatto tempo fa, quello in cui ero affetta dalla verticale emotiva. Al solito, i miei sogni spiegano la mia vita molto meglio di quanto riesca a fare io da sveglia. Al solito, l’interpretazione che ne dò oggi, mi sembra l’unica s-oggettivamente accettabile e verosimile.
(limbo) Credo di essermi spostata troppo a destra o a sinistra o sopra o sotto.Le coordinate non contano. Ciò che conta è che mi sembra di essere diventata di soli pensieri e spazi chiusi troppo lontani. Effettivamente è così. Mi sento lontana e ho una strana sensazione di movimento mancato nelle braccia. Come se dovessi recuperare l’aria a suon di ampie bracciate. Comunque allentare qualche vite per addolcire la rigidità che mi tiene su.