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A volte cerco di trovare appigli nell’erba graffiando la terra, altre volte cerco, come stanotte, la velocità giusta. Solo quella. In alcuni sogni mi capita di correre. Questa notte correvo a Berlino che era molto diversa da come la ricordo, ma molto più simile a Matera o un altro posto del genere (con i denti). All’inizio la corsa è sempre dura. Questa fatica è spesso presente nei miei sogni.
(nel mio recinto) sto applicando la censura ai miei testi, ai miei pensieri, alle mie idee. sto tagliando fette intere di discorsi per timore di essere scoperta ancora, nelle mie incertezze, imprecisioni, inesattezze. avrei voluto, anch’io, mettere delle foto di me, dei miei occhi, della mia bocca, dei miei denti. un’impronta di me che fosse più verosimile e precisa delle mie parole. ma mi vergogno. non mi riconosco e mi delude, sempre, l’immagine che ne viene fuori. poi mi chiedo anche perchè.
Sto leggendo questo libro. Ecco perchè ho sognato Berlino.
questi recinti che mettiamo attorno ai nostri pensieri.
questo continuo analizzarli.
Questo pudore.
La cosa possibile , se nasce l’urgenza di esprimere qualcosa che ci preme dentro sarebbe quella di trasferirla in un racconto , in qualcun altro, in un personaggio.
Prendere le distanze.
Ma, è questa la soluzione?
ciao Sara.
All’inizio pensavo di sì. Infatti ho cominciato a scrivere su questo spazio, solo racconti. Mi piaceva e ci credevo. Poi mi sono stancata di farlo per mancanza di idee, per sopraggiunta ulteriore pesantezza da distribuire in altro modo. In realtà al momento l’unica cosa vera che mi riguarda, è l’andare avanti a tentoni anche se non so perchè questo succeda.