ospite girata.

Mi ci vorrebbe una buona dose di lucidità per capire i tuoi motivi. Perchè entri in casa mia oggi, con questo sole, perchè chiudi la porta con un colpo secco, ti sfili i vestiti ed entri nel mio letto. Eppure non ci riesco. Non riesco a capire da quanto tempo stai così. Ossuta e pallida. Sbilenca. Ci provo a girarmi dall’altra parte e a fare finta di stare bene, ma mi fa male lo stomaco e questa luce, insieme al tuo respiro, trapassa il mio cervello. Così mi sdraio vicino a te. Ho davanti la tua schiena nuda, le tue ossa, ma non ricordo la tua faccia, la tua bocca, la tua saliva, la tua pelle. E’ questo non sapere, di te, più niente che allontana i miei ricordi. Tutti. Progressivamente. E senza i miei ricordi io non so più chi sono.

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