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Sai penso alle cose mettendoci delle parentesi davanti. Numeri, a volte segni ambigui, altre volte frasi mozze. Ho fatto un elenco in questi giorni. Un elenco di cose cui sto pensando molto ultimamente, ma sarebbe inutile cercare di elencarle, a te che hai il naso a maialino e manco mi ascolti. Tu tieni molto alla forma, vai in palestra quasi tutti i giorni, hai un certo stile nel vestire, direi buongusto, vai dal parrucchiere una volta alla settimana, hai molti amici tutti molto dinamici e milanesi, anche, leggi tanti libri, fai un lavoro un po’ di merda diciamolo, ma ben retribuito e una casa in centro niente male. Hai il tuo spazio su facebook, ci metti le tue foto, i nuovi amici acquisiti, i tuoi film preferiti, le tue musiche del cuore. La tua faccia si vede solo per metà, solo un occhio, metà naso a maialino e metà bocca. Io ci ho provato. Lo volevo anch’io il mio spazio su facebook, ma quando ho dovuto scegliere la foto perchè comparisse la mia faccia, ci ho messo la foto di un albero. L’albero mi corrisponde meglio, molto più della mia faccia da pidocchio. Sembra strano ,molto, che io e te un tempo abbiamo avuto così tante cose in comune. Cos è stato? 15 anni? Mica male però. Bene oggi direi che la tua metà faccia, a me sta proprio sui coglioni. Immagino che tu sia diventata un po’ vacua. Inconsistente, insoddisfacente, leggera, troppo, per i miei gusti. A volte mi scrivi. Apro le tue letterine cortesi e mi chiedo, ma chi cavolo è questa, cosa vuole da me? Certo per te sarà stata una sorpresa trovare la mia faccia da pidocchio sotto le mentite spoglie di un albero su facebook, e secondo me hai pure pensato di trovare chissà quali informazioni su di me, senza doverti nemmeno scomodare a scrivere una mail per chiedere se fossi io a nascondere il mio nome dietro a un albero. Ebbene sì sono io, la pidocchiosa che sono, ma sto qui senza capirci niente, su facebook intendo, perchè ho letto un articoletto su un giornalino di moda e mi sono detta adesso provo anch’io, ma senza reale convinzione. Poi tra parentesi nessuno di quelli che conosco io ha la sua faccia su facebook, ma nemmeno un blog se è per quello chè io conosco solo gente seria che certe cose non le fa. A dire il vero, io mi guardo bene dal fare sapere a quelli che conosco che ho un blog. In realtà non so esattamente dire cosa possiedo con un blog, ma quello che so per certo, è che quelli che conosco io, storcerebbero il naso e direbbero solo maddai. Allora io mi scanso un pochetto, ritiro la mia faccia da pidocchio, tramutata in un tronco d’albero, da facebook, annullo la registrazione e mi dò il benservito. Sparisco del nulla come diceva un bimbo piccolo una volta facendo dei disegnini di cielo con strani oggetti che ci sparivano dentro. Sparire del nulla ha il suo fascinoso potere. Potrei pensare qualsiasi cosa di me che sparisco del nulla, che mi sono fatta bionda e riccia, che sono diventata molto mondana e ben vestita, che porto solo tacchi da dieci, che vado in piscina tutti i giorni durante la pausa pranzo, che sono diventata secca e soda, che ho la casa finita, che ho 4 figli e magari pure una certa destrezza nei lavori manuali.
Tuttavia immagino di potere pensare qualsiasi cosa anche di te e dell’altra metà della tua faccia sparita del nulla, tu guarda, anch’essa.

4 Risposte

  1. cos’è facebook?
    :)

  2. non lo so. non lo so spiegare bene, insomma. ti iscrivi, nome e cognome, metti la foto della tua faccia e se conosci altri utenti facebook li inviti e così ti scambi messaggi di vario tipo e genere. pare che serva per conoscere gente e tutto sommato “per farsi vedere”. se non ti iscrivi e nessuno ti invita non entri e non capisci un tubo. almeno così è parso a me.
    :)

  3. pensa che anch’io ho una foto a metà del viso, un’auto-scatto praticamente.
    inspiegabilmente mi è venuta mossa la parte sinistra e quella destra no. Così ne ho tagliata mezza e mandata a qualcuno. Mi viene in mente adesso che poteva essere un po’ inquietante.
    Un’amica di allora mi ha chiesto, ridendo, se avevo un occhio di vetro.
    a lei avevo mandato tutte e due le foto, separatamente.
    E’ stata l’unica a cui le ho mandate tutte e due.
    In effetti sembrava così, un occhio vacuo, mosso, quasi liquido.
    Mi sono divertita molto alla sua osservazione.
    :)) le facce, quante cose da dire.

  4. questa cosa delle facce, mi fa sempre pensare. a volte credo di non riuscire a mettere la mia per una specie di paura che da quello, la mia faccia, si possa capire molto e qualcosa di me che forse non ho voglia di fare sapere, nè di sapere di me stessa. per questo detesto gli autoritratti e che mi si facciano le foto in genere. una volta andavo da uno psicanalista. lui mi diceva sempre che c’era qualcosa in me di molto primitivo. uno spirito primitivo, una specie di paura primitiva. in questo caso dello scatto. in ogni modo nel post di cui sopra mi riferivo più ad una postura che a un modo di essere preciso. una persona che ho perso di vista e che ho ritrovato, totalmente trasformata su facebook. una sorpresa incredibile scoprire come sia cambiata una persona o come sembri diversa, da un insieme di foto. mi tengo la mia paura e la mia riservatezza in modo da non tradirmi, spero. perchè poi a sapere come sono veramente gli altri non basta facebook, nè il blog, nè frequentarsi per anni e poi smettere di botto. le trasformazioni mi interessano sempre anche per scoprire che a volte quello che penso di certe persone è totalmente sbagliato. il solito poema. ciao bri!

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